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La Società nazionale di Salvamento e il Secolo XIX uniscono le forze per raccogliere le notizie e raccontare tutto quanto fanno i bagnini

iniziativa anno 2006

anno 2006

 Savona. Estate tempo di spiaggia, di bagni in mare, di immersioni e di gite in barca.

La Società nazionale di Salvamento e il Secolo XIX uniscono le forze per raccogliere le notizie e raccontare tutto quanto fanno i bagnini, la figura più popolare di ogni stabilimento balneare.

Come ogni anno le spiagge sono affollate e si ripropone il problema della sicurezza dei bagnanti, garantita dal  bagnino. Ed è proprio riferendosi a questo personaggio, intorno al quale orbita la vita in spiaggia, che la Società nazionale di salvamento in convenzione con il dipartimento della protezione civile, ha dato vita ad un'analisi dei fattori di rischio lungo le coste italiane. Uno studio fatto con l'obiettivo di raccogliere dati utili per consentire l'eliminazione dei rischi per i bagnanti, che è stato presentato l'anno scorso a Genova, nella capitaneria di porto. Proprio da questo studio, Pietro Gatti, responsabile delle sezioni di Savona e Finale della Società nazionale di salvamento, ha deciso di prendere spunto per dar vita a un'iniziativa nella provincia di Savona, in collaborazione con Il Secolo XIX.

«L'obiettivo è quello di catalogare tutti i salvataggi che avvengono durante le giornate estive sulle spiagge, non solo quelli più eclatanti che spesso finiscono sulle pagine di cronaca dei giornali, ma anche i piccoli episodi che dimostrano il ruolo e l’importanza del bagnino afferma Gatti, che porta avanti nel salvamento l'impegno che ha visto protagonista prima di lui per più di quarant'anni suo padre Vito

Tutto questo potrà realizzarsi grazie alla collaborazione dei bagnanti e dei bagnini sulle spiagge, ai quali chiediamo di segnalarci gli episodi via sms al numero 3351000950, tramite il format sul sito http://www.salvamento.sv.it/index.php?idservice=121 oppure alla redazione savonese del Secolo XIX, via telefono al numero 019 84 02 61, via fax allo 019 84 02 645 o via e- mail all'indirizzo savona@ilsecoloxix.it, raccontandoci ogni problema, anche piccolo, risolto dal bagnino della loro spiaggia.

Tra questi ad esempio potrebbero esserci le medicazioni per le punture dei pesci, i bambini che si rovesciano col canotto e anche i salvataggi di persone estratte dall'acqua che si risolvono con successo».

Nel corso dell'estate sarà dato spazio a tutti questi salvataggi, che saranno raccontati in prima persona tramite le pagine del Decimonono, dai bagnini stessi. «Si tratta di un'iniziativa che ad esempio in Toscana è già prevista dalla Capitaneria di porto, che richiede un rapporto per ogni intervento del bagnino conclude Gatti, 41 anni, savonese, dipendente pubblico, che porta avanti il suo impegno nel salvamento come volontario da vent'anni Spero che presto questa abitudine sia acquisita anche dalla Liguria».

Mario Schenone

 

E’ il mestiere più bello del mondo»

«Faccio il bagnino da una vita,  quando ho iniziato c’erano ancora tutti gli stabilimenti in legno». Dario Guarena, 54 anni, trenta trascorsi sui “trespoli” delle spiagge savonesi, torna indietro con la memoria. «La passione per il mare ce l’ho fin da bambino racconta Dario sono di Savona e in pratica sono nato in riva al mare». Una vita trascorsa sull’arenile del Prolungamentoe non stupisce che una delle spiagge della sua infanzia sia proprio lo stabilimento dei “Sirena”, dove lavora ancora oggi. «Da piccolo frequentavo i bagni “Ligure” o venivo proprio qui, ai “Sirena” prosegue mio papà, buonanima, era marinaio e in tempo di guerra ha fatto anche il palombaro dunque credo sia una passione ereditaria, in pratica il mare ce l’ho nel sangue ». Dario non ha avuto dubbi quando si è trattato di cercare un lavoro: «Ho scelto questo mestiere perchè è il più bello del mondo; deve essere fatto a regola d’arte e non per fare i fighettoni sulla spiaggia». Poi s’interrompe un attimo e ammette: «Certo che anche quell’aspetto lì era importante, ma veniva in secondo piano: soprattutto una volta quando c’era un bagnino nei pressi, vicino c’erano sempre “belle bambine”scherza con tante ragazze inevitabilmente qualche avventura ci scappava, ma eranoaltri tempi, si era più giovani...». Ma ecco che Dario ritorna all’aspetto più professionale ricordando che, per fortuna, non ha quasi mai avuto a che fare con grossi pericoli:« Non mi sono mai capitate cose strane o grandi rischi continua pochi giorni fa ad esempio si diceva che era sparita una donna che stava facendo il bagno alla spiaggia libera, ci siamo mobilitati tutti, c’era già la capitaneria, ma dopo un bel po’ di ricerche ecco la donna tornare a riva tutta tranquilla dall’altra parte del litorale; falso allarme e solo un po’ di spavento». «Però un bagnino con la “B” maiuscola le situazioni di pericolo cerca di evitarle commenta perchè prevenire è meglio che curare, dunque a parte qualcuno che appena mangiato si caccia in acqua con inevitabile congestione, non è mai capitato niente di grave». Si torna così alle note più liete, e anche un po’ più piccanti. «Beh qualche “vittima” c’è stata racconta  Dario, svelando i “trucchi del mestiere” il bagnino ha sempre un ora libera per mangiare, ma quando è giovane magari preferisce andare in acqua o nella doccia, ovviamente in compagnia...un tempo c’erano molte straniere, ma anche le italiane “foreste” erano disponibili: le turiste lasciavano il marito a casa a lavorare e qui inevitabilmente trovavano il bagnino»..Ricordi di gioventù.«Da quando mi sono sposato con Maria mi sono dato una calmata». Marco Gervino

Mille i “guardaspiagge” in servizio

«Nella provincia di Savona, da Varazze ad Andora i bagnini sono un migliaio - spiega Pietro Gatti - Si tratta di un numero difficile da quantificare. La realtà va da spiagge con un solo bagnino a  re o quattro o forse di più in stabilimenti balneari grandi». Ma quanti sono i bagnini abilitati? «Si tratta di diverse migliaia - conclude Gatti - Bisogna però tenere conto che il tesserino dev'essere rinnovato ogni tre anni, non tutti i bagnini abilitati sono presenti ogni estate sulle spiagge».




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