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Campagna informativa per la pianificazione della SICUREZZA BALNEARE - ELABORAZIONE DATI

a cura C.A. r Romano Grandi - vice pres. SNS su "GUARDIA COSTIERA " dicembre 2005

 

Stima della consistenza delle organizzazioni di soccorso nei 652 Comuni presi in considerazione

Dalla campagna informativa è stato possibile rilevare che le organizzazioni di soccorso presen­ti lungo le coste italiane prese in esame, con par­ticolare riferimento alle spiagge lìbere dei 632 Comuni censiti, risultano essere:

- nel 93% dei Comuni sono presenti le Capitanerie di porto/Guardia Costiera, con tempi di interven­to medi dì 17 minuti;

- nell'87,8% il 118, con tempi di intervento medi pari a 17 minuti (anche per incidenti non conseguenti alle atti­vità acquatiche, quali colpì di sole, infarti, infor­tuni e malesseri diversi, oltre che per i tratta­menti medico-sanitari integrativi agli interventi di recupero, primo soccorso e rianimazione che rientrano nel bagaglio professionale dei bagnini);

- nel 40,8% gli operatori di salvamento (Bagnini e Assistenti bagnanti), con tempi di intervento medi pari a 1 minuto;

- nel 57,8% i mezzi nautici dei Carabinieri e delle altre Forze di Polizìa, con tempi dì intervento medi dì 18 minuti.

Al riguardo si può considerare che:

- è sinceramente rassicurante, oltre a quella dei bagnini e degli assistenti bagnanti, la presen­za di uomini e mezzi delle Amministrazioni pubbliche;

- nella fattispecie della balneazione, l'urgenza dell'intervento è importantissima in quanto esiste una "finestra" di soli quattro minuti entro i quali il soccorso può concludersi senza danni salvo la paura. Oltre i quattro minuti, pur non perdendo la vita, possono registrarsi nelle persone recuperate lesioni interne non reversibili, e sotto questo profilo i tempi di intervento che possono assicurare il pieno suc­cesso sono soltanto quelli consentiti dalla pre­senza dei bagnini di salvataggio.

Da qui, la necessità che sìa rivolto ogni sfor­zo all'incremento del numero dei bagnini di sal­vataggio sulle spiagge libere durante la stagione balneare.

 

 Tipologia delle fonti di pericolo e relativa segnaletica

Indagine sulla "tipologia delle fonti di pericolo"  sull'"eventuale sistema di prevenzione/ segnaletica o altro"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

           

Su questa indagine non si sono avute risposte, e quindi nessun dato figura nella ricerca semplicemente perché i dati non ci sono, nel senso che non è che non ci siano fonti di penco­lo, è che esse non sono portate a conoscenza degli utenti (salvo talvolta la segnalazione di spiaggia non sorvegliata dai bagnini di salvataggio).

Eppure, il tema della informazione/segnala­zione delle possibili fonti di pericolo, dei comportamenti corretti per evitarli, è di prioritaria importanza per la sicurezza delle persone, tanto che in tutte le situazioni e le attività, in cui è coinvolta la collettività, (a partire dalla circolazione nelle strade, all'accesso nelle aree di lavoro, come in qualsiasi altro luogo pubblico) esistono simboli e cartelli che mettono in guardia o suggeriscono ai frequentatori comportamenti sicuri: sulle spiagge nazionali, invece, diversamente da quanto avviene in qualche altro Paese dell'Unione Europea, non esiste nulla di tutto ciò, salvo la famosa bandiera rossa che consiglia di evitare la balneazione se ìl mare è mosso, ovviamente esposta solo negli stabilimenti bal­neari.

Da questa constatazione, è subito scaturita l'iniziativa già  avviata dalla Società Nazionale di Salvamento, dì predisporre e  sviluppare un progetto le cui linee fondamentali troveranno fonte di riferimento anche nei
modelli di segnaletica già adot­tati in Europa, oltre che rispetta­re simbologìe e contenuti indi­cati dall'I SO (International  Organization  for Standardization) per le emer­genze in acqua, m modo da con­ferire all'argomento unicità e respiro internazionale.
Questa, in sintesi, la "Campagna  nformativa per la pianificazione della sicurezza balneare" condotta dalla SNS per il Dipartimento della Protezione Civile, e tuttavia, per concludere bene il lavoro e valo­rizzarne al massimo i risultati, occorre "alzare il tiro" e proietta­re i dati raccolti e quelli da que­sti desunti in chiave europea, come d'altronde invita a fare anche la denominazione ufficia­le del progetto, che aggiunge al titolo: "Esperienze per un pro­getto unico e coordinato di armonica disciplina europea in materia di sicurezza della bal­neazione".

Infatti, sono milioni le pre­senze giornaliere degli stranieri che frequentano le nostre spiag­ge, e un numero ovviamente ben maggiore frequenta le spiagge dei rispettivi Paesi, affollate anch'esse da turisti comunitari, compresi i nostri concittadi­ni, mentre le più diverse sono le normative di riferimento per la fruizione degli arenili. E come ogni cittadino straniero sa come è regolata la balneazione e la sicurezza sulle spiagge del pro­prio Stato, sarebbe bene che fosse informato anche sulla regolamentazione dello Stato che lo ospita, e però questo è ragionevolmente possibi­le soltanto attraverso la predisposizione di disci­pline omogenee e comuni, anche perché in definitiva unico è lo scopo di tutto: la sicurezza del bagnante su qualsiasi spiaggia egli SÌ trovi, nel proprio Paese o all'estero.

E allora ecco un altro progetto cui sta pensan­do la SNS: una "Conferenza europea per l'integrazione delle norme sulla sicurezza della balnea­zione" che affronti, raccogliendo le molteplici esperienze italiane e straniere, le diverse temati­che afferenti l'argomento (organizzazione, pro­cedure, preparazione dei bagnini dì salvataggio, predisposizioni e attrezzature, segnaletica e avvertenze, ecc...} di modo che il cittadino euro­peo sì senta "come a casa sua" anche quando va al mare all'estero, perché ritrova dispositivi di sicurezza strutturati in maniera per lui abituale. Da questa Conferenza, e dalla considerazione che la contemporanea presenza di milioni dì persone sugli arenili e nelle acque prospicienti configura di fatto una situazione di permanente latente emergenza perché le attività "in acqua" presentano pericoli diversi da quelli che quoti­dianamente siamo abituati a fronteggiare "a terra" (l'uomo in acqua ci va, come va in aria, ma questi non sono i suoi ambienti naturali), potrebbero scaturire delle linee guida di sicurez­za omogenee e standardizzate che ogni Paese potrebbe poi "curvare" opportunamente sulle proprie specificità di ordine morfologico, ambientale, ecc...

Le linee guida non dovrebbero però trascura­re un tema di alto valore etico e sociale nel quale la SNS è parimenti da alcuni anni impegnata, e cioè quello della accessibilità e della sicurezza della balneazione delle persone con bisogni spe­ciali, diversamente abili e anziane: in merito sono previsti l'avvio di una campagna informa­tiva finalizzata alla verifica dello stato dell'arte e ali' analisi dei rìschi correlati alle attuali possibi­lità di accesso alle spiagge e in acqua, e un Convegno nazionale con la presenza e la colla­borazione delle diverse Associazioni nazionali che si occupano della tutela e della promozione dei bisogni e dei diritti delle persone diversa­mente abili.

Le due iniziative dovrebbero portare all'iden­tificazione di indicazioni di ordine generale e di buone prassi in tema di accessibilità strutturale agli arenili e all'acqua, preparazione professiona­le specifica dei bagnini di salvataggio, del perso­nale dì accoglienza, ecc.., in modo da consenti­re anche a questi utenti di fruire delle vacanze al mare al pari degli altri.

L'insieme delle linee guida, cui occorrerebbe però conferire ufficialità e valore giuridico cogente attraverso Ì provvedimenti all'uopo rite­nuti congrui dalle Amministrazioni competenti (Autorità marittime, Protezione civile) potrebbe costituire la traccia per la predisposizione da parte degli Enti locali e delle Municipalità dì"Pianificazioni territoriali per la prevenzione dell'emergenza balneare" in analogia a quanto praticato dalle stesse Municipalità per le altre emergenze di Protezione civile tipo terremoti, alluvioni, frane, ecc...e per la sicurezza in gene­rale dei proprì cittadini.

Si accenna infine che i risultati della "Campagna informativa" sono stati illustrati e portati a conoscenza del mondo della comunica­zione nel corso di una conferenza stampa orga­nizzata a Genova, ospiti della Capitaneria di porto, presenti il Direttore Marittimo della Liguria, Amm. Marco Brusco, e il Dott. Mauro Casenghìni dell'Ufficio Volontariato del Dipartimento della Protezione Civile, i quali, con i loro interventi e le loro considerazioni, hanno conferito al lavoro svolto dalla Società Nazionale di Salvamento gradito riconoscimen­to e particolari significato e valorizzazione.

 

 
Monitoraggio emergenza balneare


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