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La comunicazione nel salvataggio

da "Rescue Italia" del 26/3/16

 

Rescue Italia.it

 Come diceva Aristotele “l’uomo è un animale sociale”, questo vale anche per il bagnino di salvataggio. Un fischietto può fare molto ma da solo non basta. E’ importante comunicare, nel senso più ampio del termine, con i colleghi e con i turisti per poter prevenire e limitare al massimo le situazioni di pericolo ed i possibili interventi. Con qualche piccolo trucco i tuoi bagnanti passeranno una splendida giornata di mare e tu una tranquilla giornata di lavoro

La comunicazione verso i bagnanti e turisti può cominciare on-line. Se la tua spiaggia ha una pagina Facebook puoi tranquillamente aggiornare i tuoi visitatori con un post semplice e chiaro del tipo “Per oggi e domani è previsto mare agitato con forte corrente / Evitate di entrare in acqua con i gonfiabili e seguite le istruzioni del bagnino”

Per quanto riguarda la comunicazione off-line la bandiera rossa in molti casi non basta soprattutto nei casi in cui la vostra spiaggia è frequentata da turisti non abitudinari. In alcune spiagge è stata introdotta la cartellonistica ad hoc, posizionata sulla riva o nei passaggi a mare. E’ un sistema ripreso dal modello anglosassone ed ha avuto buoni risultati

 

 

 

Così come il segnalamento della zona sicura con due aste e bandierine è un sistema spesso più efficace della boa per segnalare la buca. La boa con il mare mosso viene spesse volte portata a riva o spostata dalla zona originaria o ancora , nei peggiori casi, attirare inutili dimostrazioni di coraggio.

Comunicazione con i bagnanti. La comunicazione con i bagnanti non deve necessariamente avvenire quando sono già in acqua, cogliete l’occasione quando passano vicino alla vostra postazione per avvertirli di eventuali pericoli. Quando sono in acqua fischiategli, indicategli i pericoli e se necessario uscite per avvertirli. Ricordate il saggio “Prevenire è meglio che curare”.

  • Comunicazione fra colleghi. Non dovrebbe esserci bisogno di dire che con i colleghi si deve parlare: siete sulla stessa barca, anzi, sullo stesso pattino! In questo lavoro è ancora più importante conoscere pregi e difetti dei colleghi perché nel momento in cui dovrete intervenire saprete su chi o su cosa poter fare affidamento. Comunicagli se pensi che qualcuno di fronte alla loro area di sorveglianza sia in pericolo. Con il sole a picco sul mare è spesso più comodo sorvegliare in diagonale che diritto a voi.
  • Durante i salvataggi. Prima di entrare in mare per un salvataggio richiama l’attenzione dei colleghi di turno alle postazioni vicine. Basta un fischio, capiranno.
  • Quando ti avvicini al pericolante parlagli. Chiedigli come sta e cosa sia successo. Se hai dei dubbi, magari pensi di aver visto più persone in pericolo, chiedigli se era da solo o in compagnia. Continua a comunicare con i tuoi colleghi per velocizzare alcune procedure. Se sei troppo lontano puoi utilizzare la comunicazione non verbale: toccati la testa con il palmo della mano per indicare che è tutto ok, tieni una mano in aria per indicare che hai bisogno di supporto ecc.
  • Evita di cominciare i rimproveri al pericolante prima che l’operazione di salvataggio sia conclusa. Non ha senso e non è professionale: sei di fronte ad un individuo impaurito e in difficoltà… urlargli nelle orecchie non lo farà stare meglio!

Una volta terminato il salvataggio:

1). comunica al pericolante i suoi errori;

2). analizza con i tuoi colleghi il salvataggio e se ci sono stati dei problemi cerca di individuarli e correggerli;

3). compila la scheda di rilevazione degli incidenti ed inviala (email o fax) al locale Comando della Capitaneria di Porto.




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